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La pillola digitale, più intelligenza per la sanità del futuro

La tecnologia delle pillole intelligenti è molto probabilmente destinata a giocare un ruolo determinante negli sviluppi futuri della sanità, perché introduce un metodo di somministrazione dei farmaci che va ben oltre la tradizionale terapia. Sensori e telecamere  integrati all’interno di piccoli dispositivi commestibili consentono di avere una migliore diagnostica e aiutano i medici a monitorare le funzioni corporee dei loro pazienti in tempo reale. Inoltre, permettono di somministrare in modo molto preciso farmaci in parti specifiche dell’organismo, eliminando possibili effetti collaterali dei farmaci tradizionali.

Un mercato in lenta crescita

Assieme alla crescente domanda di monitoraggio dei pazienti in tempo reale e di riduzione dell’invasività dei farmaci, altri fattori stanno guidando la crescita del mercato delle pillole intelligenti, come l’invecchiamento della popolazione e l’aumento dell’incidenza delle malattie gastrointestinali. Tuttavia, le pillole digitali, come qualsiasi altra tecnologia in grado di acquisire e inviare dati, sono anche accompagnate da preoccupazioni sulla privacy. Poiché la maggior parte delle pillole di recente sviluppo incorporano sensori che possono connettersi a uno smartphone, consentendo ai professionisti sanitari di accedere ai dati, c’è sempre il rischio che qualcuno ne abusi. Questo è il motivo per cui ottenere l’approvazione per l’impiego su vasta scala della nuova tecnologia richiede molto tempo.

Una pillola digitale per pazienti oncologici

La prima pillola digitale approvata dalla Food and Drug Administration (Fda) nel 2017 è Abilify MyCite, farmaco dotato di sensori, sviluppato da Proteus, società specializzata in medicina digitale, per pazienti con schizofrenia e disturbo bipolare. Proteus ora è determinata a offrire una soluzione simile anche ai pazienti oncologici. Per questo motivo, la società ha collaborato con il sistema sanitario di Minneapolis (Fairview Health Services) e l’Università del Minnesota. Il programma coinvolge pazienti affetti da cancro del colon-retto nello stadio 3 o 4 ai quali, invece di somministrare il normale farmaco chemioterapico, viene fornita una versione incorporata nel sensore dello stesso farmaco, che informa il medico quando il medicinale è stato ingerito. In pratica, una volta che la pillola viene ingerita, il sensore si attiva e invia un segnale a un sensore sul busto del paziente, che trasmetterà a un portale online: l’ora del giorno in cui è stato preso il farmaco, il tipo di farmaco e la dose. Il programma coinvolge attualmente sette pazienti, ma la società prevede di estenderlo a 750 pazienti con diversi tipi di cancro negli Stati Uniti. Da sottolineare che per i pazienti il costo di questo trattamento non è superiore ai normali farmaci chemioterapici.

Una capsula che trasmette i dati via Bluetooth

Sebbene la tecnologia abbia ancora molti margini di miglioramento, i ricercatori stanno completando soluzioni avanzate che hanno un grande potenziale per cambiare il modo in cui i medici diagnosticano e trattano diverse patologie. Una di queste, frutto dell’ingegno di ricercatori del MIT, del Draper Laboratory e del Brigham and Women’s Hospital, consiste in una capsula ingeribile realizzata con tecnologia di stampa 3D che trasmette i dati via Bluetooth. Una volta che la capsula è stata ingoiata, apre due braccia a forma di Y e si deposita nello stomaco del paziente, dove può rimanere per un mese. Durante questo periodo, la capsula raccoglie informazioni dal corpo del paziente e trasmette i dati allo smartphone dell’utente. Questa tecnologia potrebbe essere un’alternativa più efficiente ai farmaci tradizionali per quei pazienti che hanno bisogno di un intervento precoce in caso di febbre o che sono a rischio di infezione. In questo senso, una volta ingerito, il dispositivo potrebbe monitorare la temperatura corporea del paziente per un paio di settimane e, nel caso in cui rilevi che la temperatura è troppo alta o troppo bassa, rilasciare un farmaco per alleviare i sintomi. Il dispositivo può essere istruito anche per tenere traccia di eventuali cambiamenti rilevanti all’interno del corpo umano, come reazioni allergiche o infezioni, e rilasciare farmaci come risposta ai sintomi rilevati. Finora, i ricercatori hanno testato la loro innovazione solo sui maiali. Durante l’esperimento, il dispositivo ha comunicato dati inerenti la temperatura corporea interna del maiale ed è stato attivato per eseguire il rilascio temporaneo di un farmaco. In futuro, sanno progettati anche sensori in grado di misurare la frequenza cardiaca e respiratoria del paziente.

Una pillola per assumere insulina

Il modo più comune di assumere insulina per le persone con diabete di tipo 1 è attraverso iniezioni. Tuttavia, i ricercatori del MIT hanno trovato un’alternativa: una pillola intelligente chiamata SOMA, acronimo di Self Oriented Millimetric-scale Applicator (applicatore auto-orientato su scala millimetrica). La pillola SOMA contiene lo stesso tipo di insulina utilizzata nei kit di iniezione convenzionali, con la sola differenza che l’insulina in SOMA è compressa. Della dimensione di un mirtillo, la pillola consiste in una capsula e un ago molto piccolo fatto quasi esclusivamente da insulina liofilizzata. Una volta ingerita la pillola, il suo rivestimento si scioglie e rilascia l’ago e lo inietta nello stomaco. Poiché la parete dello stomaco non ha recettori del dolore, il processo è completamente indolore. Inoltre, tale tecnologia ha mostrato di essere in grado di ridurre la glicemia agli stessi livelli di quelli ottenuti con le tradizionali iniezioni di insulina.

 
 

fonte:

Farmacianews

 

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