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Germania, farmacie incentivate a vendere medicinali importati. Interrogazione di un’eurodeputata

«In Germania le compagnie che propongono assicurazioni sanitarie stanno incoraggiando le farmacie a sostituire i medicinali soggetti a prescrizione con prodotti analoghi, importati però da altre nazioni a prezzi più bassi». A spiegarlo è la deputata della Repubblica Ceca Kateřina Konečná, appartenente al Partito comunista di Boemia e Moravia, in un’interrogazione scritta depositata presso il Parlamento europeo ed indirizzata alla Commissione di Bruxelles. Il risultato di tale pratica, ha spiegato l’eurodeputata, «è che si sta verificando una carenza di medicinali insostituibili nelle nazioni dalle quali partono le esportazioni. Sulla base delle normative in vigore in Germania, la federazione nazionale delle compagnie che vendono assicurazioni sanitarie ha potuto siglare un accordo quadro con la federazione delle farmacie presenti nella nazione europea. Tale intesa chiede alle farmacie di risparmiare sui costi legati a prodotti farmaceutici non sostituibili, privilegiando quando possibile i medicinali meno cari acquisiti tramite importazioni. Si tratta di un sistema che è basato su un incentivo penalizzante per i titolari di farmacia (malus)».

La parlamentare della Repubblica Ceca spiega che, invece, «se una farmacia risparmia di più rispetto all’ammontare richiesto, alla stessa viene concessa la quota eccedente sotto forma di bonus. Di conseguenza, le farmacie stanno cercando di vendere sempre più medicinali meno cari che provengono da importazioni parallele. Nel mese di luglio del 2019, un nuovo accordo chiede che i risparmi siano incrementati dallo 0,5 al 2%. Il che implica un raddoppio del volume delle stesse importazioni. E sta di conseguenza aggravando il fenomeno delle carenze nelle nazioni nelle quali i prezzi dei medicinali sono più bassi». Di qui le richieste alla commissione: «Le regole in vigore in Germania sono compatibili con il diritto europeo?». E ancora: «La Commissione sta pianificando soluzioni normative alla questione o sta immaginando di fornire agli Stati membri strumenti legali utili per proteggersi di fronte a tali pratiche?».

 
 

fonte:

Farmaciavirtuale.it

 
 

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