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Furti in farmacia, crescono i colpi e il livello di rischio. Le misure sul tappeto

Il fenomeno più rilevante in tema di criminalità predatoria, negli ultimi anni, per le farmacie eÌ rappresentato dai furti, che nel 2018 sono stati 1.200, con un incremento del 17,5% rispetto al 2017, in cui se ne erano verificati 1.021.
Dal 2014, in particolare, il numero dei furti in farmacia ha superato il numero di rapine e nell'ultimo anno ha raggiunto il 67% del totale dei reati subiti. Nel 2018, poi, eÌ stato registrato un incremento anche dell'indice di rischio, che eÌ risultato pari a 6,2 furti ogni 100 farmacie, valore vicino al picco raggiunto nel 2014 (con 6,3 furti ogni 100 farmacie).
I dati emergono dal Rapporto intersettoriale sulla criminalità predatoria 2019, elaborato da Ossif in collaborazione con Assovalori, Confcommercio-Imprese per l'Italia, Federazione italiana tabaccai, Federdistribuzione, Federfarma e Unione petrolifera e con il Servizio analisi criminale del Dipartimento di Pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, presentato nei giorni scorsi.
Critica anche la situazione relativa alle rapine che un indice di rischio, nel 2018, più elevato rispetto agli altri settori analizzati (pari a 3 rapine ogni 100 farmacie), anche se il dato è in calo rispetto agli anni precedenti (indice pari a 3,6 nel 2017 e pari a 5,9 nel 2014). E tra le misure ricordate dal Rapporto c'è anche il Protocollo tra il Ministero dell'Interno e Federfarma, in rinnovo per il 2019.

Furti in aumento del 17,5%

A livello generale, dal Rapporto, emerge come "i furti abbiano interessato prevalentemente gli esercizi commerciali (85 mila casi) e i locali/esercizi pubblici (54 mila casi), in dipendenza anche del numero di punti operativi esposti agli attacchi. Seguono i furti ai distributori di carburante con 2.133 casi (comprensivi anche dei furti agli accettatori di banconote), quelli in farmacia (1.200 casi), in banca (612 eventi comprensivi degli attacchi agli Atm), alle tabaccherie (484), alle gioiellerie (376) e agli uffici postali (228 comprensivi degli attacchi agli Atm). Le banche (-14,8% rispetto al 2017), i locali/esercizi pubblici (-8,6%) e gli esercizi commerciali (-5,7%) fanno registrare un calo, mentre per tutte le altre categorie eÌ stata rilevata una recrudescenza, che ha interessato, in particolar modo, le farmacie (+17,5%) e gli uffici postali (+10,7%)".

Farmacie al secondo posto per rischio

Con riferimento al livello di rischio, al secondo posto ci sono proprio "le farmacie con un indice di rischio pari a 6,2 furti ogni 100 farmacie (da 5,4 nel 2017)".
A livello territoriale, è "la Lombardia a confermarsi di gran lunga la regione più colpita, con 211 furti, seguita da Lazio (148 episodi), Campania (146), Emilia-Romagna (121) e Toscana (115). L'incremento dei furti ha caratterizzato nel complesso 14 regioni tra cui la Campania (+90%, da 77 a 146 episodi), la Toscana (+49%, da 77 a 115), l'Emilia-Romagna (+24%, da 98 a 121) e il Lazio (+19%, da 124 a 148). Un calo del fenomeno si eÌ invece verificato in 6 regioni tra cui la Liguria (-47%, da 55 a 29)". Va poi detto che "l'incremento degli episodi registrato in Toscana ha fatto sì che la regione risultasse quella con il più elevato indice di rischio, con un valore pari a 9,4 furti ogni 100 farmacie (da 6,4 nel 2017). Un valore dell'indice di rischio superiore a quello medio nazionale (6,2) eÌ stato registrato anche nel Lazio (9,2 furti ogni 100 farmacie da 7,8), in Emilia- Romagna (8,9 da 7,4), in Campania (8,7 da 4,6), in Trentino-Alto Adige (7,6 da 4,1), in Umbria (6,8 da 4,4) e in Lombardia (6,8 da 7,2)".

Calo nelle rapine, ma il rischio resta elevato

Il trend delle rapine in farmacia, negli ultimi 10 anni, "evidenzia un generalizzato calo dei reati.
Dopo una iniziale crescita del fenomeno criminoso (dalle 982 rapine registrate nel 2009 al picco raggiunto nel 2013 con 1.256 rapine), vi eÌ stata un'inversione di tendenza con un costante calo dei reati fino al valore minimo raggiunto proprio nel 2018 con 588 rapine. Il calo registrato eÌ pari al 13,1% rispetto al 2017 e supera il 53% rispetto al 2013. Lo stesso andamento ha caratterizzato anche l'indice di rischio. Dal valore di 5,5 rapine ogni 100 farmacie del 2009, vi eÌ stata una crescita fino al valore massimo di 7 rapine ogni 100 farmacie raggiunto nel 2013, seguita poi da un costante calo che ha portato l'indice nel 2018 al valore minimo di 3 rapine ogni 100 farmacie". A livello territoriale, "nel 2018, le rapine in farmacia si sono concentrate prevalentemente in Lombardia con 160 episodi e nel Lazio con 100. Il Lazio (+10%, da 91 a 100) eÌ risultata la regione con il più alto livello di rischio, con un indice pari a 6,2 rapine ogni 100 farmacie (5,7 nel 2017). Un valore dell'indice superiore a quello medio nazionale (3 rapine ogni 100 farmacie) eÌ stato registrato anche in Lombardia (5,2 da 6,3 nel 2017), Puglia (4,6 da 2,4), Sicilia (3,8 da 4,4) e Campania (3,5 da 4,2)".

Le misure in campo

Il Rapporto ricorda come tra "il Ministero dell'interno e Federfarma sia in essere il Protocollo d'intesa sul video-allarme antirapina diretto a potenziare le misure di prevenzione e contrasto, per rafforzare il livello di protezione delle farmacie e in rinnovo nel 2019".
Tra i contenuti, c'è "la predisposizione da parte del Ministero di materiale informativo concernente le buone prassi da seguire per ridurre il rischio di furti e rapine, attività di formazione dei titolari di farmacia, un nuovo disciplinare tecnico, elaborato da un gruppo di lavoro interforze presso il Ministero dell'Interno, finalizzato a definire i requisiti tecnologici e organizzativi che consentono la migliore interfacciabilità del sistema con i software e l'hardware in uso presso le Forze di Polizia", e così via.
A partire dal 2016, conclude il Rapporto, "il protocollo eÌ stato attuato, con nuovi accordi sottoscritti a livello locale e l'installazione presso ulteriori farmacie di sistemi di video-allarme".
 
 

fonte:

Farmacista 33

 
 

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