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Farmacisti non titolari a Fofi: ecco le proposte su Ccnl di farmacie, catene e parafarmacie

Si focalizzano su contratto delle farmacie private, delle catene di farmacie e delle parafarmacie, su riforma del corso di studi, su nuovi sbocchi professionali, su Ecm e su servizi cognitivi, le proposte dei farmacisti non titolari che nei giorni scorsi hanno incontrato i vertici della Fofi. È quanto riporta la relazione sull'incontro del 25 giugno, messa a punto dal presidente Assofant Salerno Luisanna Pellecchia e di Assofant Caserta Pietro Ciccarelli, inviato al presidente Fofi Andrea Mandelli.
La prima proposta, la più articolata, riguarda il rinnovo Ccnl. Assofant chiede la "copertura per i 7 anni di vacanza contrattuale", due clausole flessibili, preavviso obbligatorio di 3 giorni e maggiorazione del 20% in busta paga", e permessi retribuiti nella misura di 32 ore per ex festività con 60 ore in più fino a 15 dipendenti e 75 per imprese più grandi. Per le catene di farmacie, "ormai una realtà" vanno riviste "in aumento tutti gli istituti contrattuali" e "poiché il contratto di Federfarma vedrà sempre più un'uniformità con quello di Assofarm, vanno uniformati anche per i livelli".
Chiedono inoltre chiarezza sulla reperibilità notturna che va retribuita con un forfait "di almeno 80 euro a fine mese, ma va chiarito che al farmacista collaboratore vadano anche i diritti di chiamata notturna, dal momento che attua il servizio personalmente".
Poiché alcune "specializzazioni danno risalto, anche commerciale, alla Farmacia" va aggiunto, oltre i normali livelli, "un livello intermedio per il Farmacista preparatore, il Farmacista Nutrizionista, il Farmacista Cosmetologo, il Farmacista esperto in Nutraceutica". Indicazioni anche su indennità sulla dotazione lavoro, Ecm a carico della farmacia o catena, scatti di anzianità rimodulati a 100 euro e nomina di un Direttore tecnico, per i titolari che hanno superato i 75 anni (anche nelle catene di farmacie). Sulla malattia la richiesta è quella dei 180 gg di astensione dal lavoro pagata, prolungata di ulteriori 180 gg senza stipendio e con la conservazione del posto di lavoro".Sulle assunzioni chiedono che siano previste in proporzione al fatturato: "un farmacista ogni 300.000 euro di fatturato penalizzando fiscalmente chi non ottempera, fatto salvo che non dimostri l'impossibilità di offrire lavoro". In vista, poi dell'apertura continuativa degli esercizi, si chiedono turni continuati di massimo 8 ore intervallati da pausa pranzo di mezz'ora".Assofant entra nel merito anche del Ccnl da applicare nelle parafarmacie: "Si chiede che il farmacista direttore possa avere il 1° livello e il Farmacista Collaboratore il 2° livello del Ccnl del Commercio, e non quello delle farmacie private" e "si chiede un adeguamento al contratto commercio".
Altro capitolo affrontato è la riforma del corso di studi delle lauree in Farmacia o in Ctf, con richiesta di modifiche ad alcuni corsi e la di "prevedere il numero chiuso a Farmacia per il crescente numero di Farmacisti che ogni anno si laureano in numero di quasi 10 volte superiore al fabbisogno stimato nell'ultimo biennio". Il sindacato ha poi avanzato le sue proposte di nuovi sbocchi professionali oltre la farmacia o la parafarmacia: nei comitati zonali art.11, "in cui basterebbe solo inserire la parola farmacista, che inspiegabilmente ancora manca", nelle cliniche, nelle case di cura e di riposo per anziani, nelle case circondariali, farmacisti di reparto, ospedalieri "notoriamente sottostimati", nutrizionista ed esperto di nutraceutica, specializzato in preparazioni galeniche, specializzato in cosmetica, inserito nell'insegnamento della chimica e dell'educazione sanitaria.
Per la formazione continua e crediti Ecm, è stato chiesto di rivedere il numero minimo di crediti Fad e il numero massimo di crediti Ecm in particolare per colleghi disoccupati o in malattia: "Si potrebbero rivedere al ribasso questi 50 crediti che sono poco fattibili anche per il poco tempo a disposizione, per i farmacisti titolari e non titolari". Assofant cita anche il tema, "non all'ordine del giorno", dell'Enpaf: "i colleghi che per non possono pagare si devono cancellare dopo 5 anni dagli Ordini professionali uscendo totalmente dal circuito lavorativo". La relazione si conclude con un appello: "Si deve dire ai giovani di non iscriversi più a Farmacia, stante il mercato del lavoro che è saturo, o di considerare anche facoltà che creano un nuovo modello di Farmacista, più esperto e soprattutto con più sbocchi professionali. E soprattutto rende l'Enpaf non più obbligatorio, ma facoltativo. I Farmacisti devono essere liberi di esercitare o meno, di essere iscritti o meno agli Ordini, senza l'intervento di alcuno che ne limiti la libertà di scelta".
 
 

fonte:

Farmacista 33

 
 

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